Il fico è uno dei frutti più sottovalutati dell’industria alimentare italiana. Eppure rappresenta un ingrediente versatile, dolce naturalmente, con buona resa industriale e una clientela B2B in crescita. Capire la differenza tra fichi interi e rottami significa scegliere bene per ogni applicazione.
Cosa sono i rottami
I “rottami” sono fichi parzialmente rotti durante la lavorazione: metà, quarti, scaglie. La causa è meccanica: i fichi sono frutti fragili, alcuni si spaccano in fase di sezionatura, pelatura, surgelazione o trasporto.
La qualità organolettica dei rottami è identica al prodotto intero: stesso frutto, stessa origine, stessa lavorazione, stesso Brix, stesso aroma. L’unica differenza è la forma.
Perché costano meno
I rottami valgono il 20-40% meno dei fichi interi per tre ragioni:
- L’aspetto irregolare non si presta a vendite “premium” a vista.
- La superficie esposta è maggiore, richiedono confezionamento più attento.
- Il mercato consumer pretende il frutto intero, quindi i rottami scendono verso l’industria.
Dove i rottami vanno benissimo
Marmellate e composte. Il frutto verrà comunque tritato o cotto fino a perdere forma.
Ripieni di biscotti, croissant, brioches. Il consumatore non distingue il fico intero dal rottame.
Gelati ai fichi. La polpa viene comunque omogeneizzata o lasciata in pezzi piccoli.
Salse dolci e mostarde. Si lavora a pasta, la forma di partenza non conta.
Snack e barrette ai fichi. Spesso il frutto è tritato finemente come legante naturale.
Yogurt premium. Quando la pezzatura desiderata è 3-6 mm, i rottami sono già nella giusta dimensione.
Dove serve l’intero
Il fico intero giustifica il prezzo superiore quando:
- Il consumatore lo vede: composte in vaso a vista, fichi in syrup, decorazione di torte.
- Si lavora a mano: in pasticceria artigianale industriale.
- Si abbina al salato: insalate gourmet, antipasti pronti, scatolette di formaggio con fichi.
- Si essicca a stampo: dove la forma intera è funzionale al prodotto finale.
Specifiche tecniche del fico industriale
Parametri di riferimento per fichi calabresi destinati a industria:
- Brix naturale: 18-26 °Bx (uno dei più alti tra i frutti italiani).
- Acidità: bassa, 0,2-0,4 g/100 g.
- pH: 5,0-5,8.
- Rapporto E/A: molto alto, 45-70.
- Resa in polpa: 95%.
Varietà industriali
I fichi industriali italiani provengono soprattutto da varietà Dottato (Calabria, Cilento), Brogiotto (Toscana), Verdino (Campania). Il Dottato è il più diffuso per industria: pezzatura media-grande, polpa zuccherina, basso contenuto di semi.
Conservazione
Il fico fresco è estremamente deperibile (shelf-life 3-5 giorni a +4°C). Per questo l’industria lavora prevalentemente surgelato (-18°C, shelf-life 18 mesi) o essiccato (umidità 16-22%, shelf-life 12 mesi).
Per i fichi surgelati, la surgelazione dei singoli pezzi è quasi d’obbligo: nel blocco i pezzi si compattano in modo irreversibile per la natura appiccicosa della polpa.
Vedi i nostri fichi nei formati interi e rottami, lavorati con surgelazione dei singoli pezzi dalla Calabria.




